Incontro virtuale con Costanza Colombi: l’Early Start Denver Model (ESDM). Un modello di intervento per l’Autismo in età prescolare.

19 giugno ore 17.00 sulle pagine Facebook OISMA e Autismi: diagnosi, valutazione e trattamento, si terrà live l’incontro con la Prof.ssa Costanza Colombi, Università del Michigan, per parlare di autismo in età prescolare e dell’intervento Early Start Denver Model (ESDM) con i bambini autistici.

L’evento è stato fortemente voluto dall’OISMA e dall’Ente EDUFOR scuola, fortemente attivi nell’accrescere la relazione tra neurodiversità e la scuola.

Quando si parla di autismo in età prescolare, è necessario conoscere l’approccio ESDM. Questo approccio, messo a punto da Geraldine Dawson e Sally Rogers negli anni ottanta, è ampiamente conosciuto e vanta notevoli evidenze scientifiche.


In diretta sulla pagina FB OISMA e AUTISMI:DIAGNOSI, VALUTAZIONE E TRATTAMENTO

L’ESDM è rivolto ai bambini dai 18 ai 60 mesi, pertanto promuove in maniera giocosa e naturalistica sfruttando al massimo la plasticità cerebrale che caratterizza questa finestra temporale.

Sebbene l’età media in cui viene diagnosticato l’autismo sia di anno in anno sempre inferiore, è importante far seguire ad una buona diagnosi un intervento mirato e preciso. Proprio per questo l’Oisma promuove questa metodica di intervento ed all’interno delle sue sedi di Roma e Battipaglia (SA), sta facendo partire il progetto ESDM che supervisionerà la Prof.ssa Costanza Colombi, psicologa, allieva della Rogers e oggi docente all’Università del Michigan, Ann Arbor, massima esperta nel mondo dell’autismo e dell’ESDM. Inoltre la Prof.ssa Colombi ha mostrato una sensibilità speciale durante l’emergenza COVID-19, supportando famiglie e specialisti del settore tramite i gruppi Facebook “Autismo a distanza”.

Ma torniamo all’ESDM.

L’Early Start Denver Model è un programma di intervento cucito su misura per le esigenze e le caratteristiche dei bambini in età prescolare, mirato a promuovere lo sviluppo delle abilità sociali, comunicative e di apprendimento già a partire dal secondo anno di vita.

Alla base di questo modello, supportato da evidenti prove scientifiche, c’è una spinta alle esigenze del bambino tramite le capacità del terapista di calibrare i suoi obiettivi e traguardi e ad ingaggiarlo nella relazione facendo leva su motivazioni intrinseche, sul piacere del bambino di stare in relazione con l’altro.

Rigorosamente basato su principi scientifici e prove empiriche di efficacia, questo modello può essere applicato da più attori in più ambiti: genitori, insegnanti, educatori, e chiunque abbia a cuore lo sviluppo, l’educazione e la qualità di vita dei bambini con autismo. È molto importante, infatti, la possibilità che dà questo approccio al suo utilizzo anche all’interno delle scuole, in questo modo si impatta sulla vita del bambino con tante ore di terapia

Diversi professionisti OISMA sostengono e promuovono l’intervento ESDM. Pertanto chiunque volesse maggiori informazioni sull’applicazioni del Denver nelle sedi OISMA può contattare l’Associazione.

il 19 giugno dialogheranno con la Prof.ssa Colombi, massima divulgatrice dell’ESDM, il Dott. Enrico Nonnis, neuropsichiatra, Responsabile TSMREE ASL ROMA 3, Dott.ssa Rosaria Ferrara, psicologa, Presidente OISMA. Ph.D. student UNIL, Dirigente scolastico Maria Teresa Tancredi, I. C. Teodoro Gaza (SA), Avv. Leonardo Iovino, docente di sostegno Istituto Colosimo, (NA), CTS EDUFOR SCUOLA.

Alla luce di ciò si comprende l’importanza dell’evento del 19 giugno in cui l’Ente accreditato MIUR Edufor scuola insieme all’OISMA aps, intervisteranno la Prof.ssa Costanza Colombi sulle applicazioni del metodo Denver nell’ambito delle terapie e della scuola.

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Didattica a distanza ed Autismo.

Secondo tavolo tecnico, promosso da OISMA, l’Associazione sull’Autismo che presiedo, ed EDUFORSCUOLA, Ente accreditato MIUR. In questa occasione saranno i Dirigenti ed i Docenti a prendere la parola. Giovedì 28 maggio, in diretta sulla pagina FB di questo sito e pagina FB OISMA.

L’Edufor scuola e l’OISMA aps, con l’Avv. Leonardo Iovino ed io, abbiamo lanciato un primo incontro con le famiglie  in cui sono emerse storie differenti ma necessità simili. Le famiglie che hanno partecipato hanno condiviso la loro esperienza con la Didattica a Distanza mettendo in rilievo la difficile gestione della neurodiversità e quanto l’assenza repentina della routine e del rapporto con gli altri, pari ed i docenti, abbia spesso creato delle involuzioni. Tutti gli interventi supportivi, terapici che ho promosso in questo periodo digitale, hanno spinto in una direzione di grande coinvolgimento dei pari nel periodo di quarantena, promuovendo il lavoro del contesto classe con il soggetto autistico, a prescindere dall’età e severità del caso. L’ Edufor ha promosso diverse azioni, anche di solidarietà digitale, per supportare i docenti in questo momento di didattica dell’emergenza.

Proprio un lavoro di uno dei ragazzi dell’OISMA è stato scelto come copertina per il documento programmatico che le famiglie, supportate da Edufor ed OISMA, stileranno per far sì che la ripresa dell’anno didattico sia realmente inclusiva, nessuno escluso.  Pertanto durante il secondo incontro, previsto per giovedì 28 maggio ore 17.00, sarà possibile sottoporre ai Dirigenti ed ai partecipanti di questo tavolo tecnico, domande ed idee.

Come fare?

Si può intervenire nella diretta sulla pagina FB OISMA o pagina FB Autismi: diagnosi, valutazione e trattamento, commentando  dal vivo.

In alternativa si possono convogliare domande, quesiti e proposte e scriverle o via wapp al 3203161748, oppure via mail a info@oisma.it

Le famiglie, che l’Avv. Iovino ed io, abbiamo ringraziato per la partecipazione e l’apertura così sincera verso gli ascoltatori, saranno il barometro per rilanciare e ricalibrare la didattica per il nuovo anno scolastico.

Se hai perso la visione del primo incontro, puoi recuperarla al seguente link:

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Apprendimento, digitale ed autismo.

Apprendimento e neurodiversità nell’epoca digitale. Tutto più complicato?

L’apprendimento è un processo delicato composto da più fattori. Troppe volte si confonde il frutto dell’apprendimento con l’apprendimento stesso.

L’apprendimento è un percorso che poggia le sue basi su due pilastri: gli aspetti cognitivi ed emotivi dell’individuo, sintetizzando cervello e cuore. Se cuore e cervello li provassimo a mettere su una bilancia,  quale fattore peserebbe di più? Per rispondere a questo quesito basta che ciascuno di noi ripensi al proprio rapporto con la scuola. Ci sarà sicuramente un professore che ci ha appassionato di più rispetto agli altri e che con le sue capacità avrà fatto prima breccia nel nostro cuore e poi nella nostra mente.

È quindi fuori discussione che l’emotività, con tutti i suoi aspetti inconsci, faccia non solo da ago della bilancia, ma dia un sapore, un colore, una caratterizzazione specifica a ciò che si sta “imparando” in quel momento. Nel video accenno al funzionamento della nostra mente e di come ripescare un’informazione sia, in effetti, riprendere anche le emozioni associate all’apprendimento di quella informazione.

In questo intervento che ho tenuto per Edufor Scuola, Ente accreditato MIUR, in occasione di una manifestazione di solidarietà digitale, spiego alcune delle caratteristiche dell’apprendimento e suggerisco delle tecniche da poter utilizzare  per favorire l’apprendimento tenendo conto della neurodiversità.

In questo momento di emergenza, infatti, le disparità ed i cosiddetti bisogni speciali, poi, appaiono essere ancor più evidenti, pensiamo all’autismo, agli ipovedenti etc.. quanto questi bambini e ragazzi si trovano coinvolti nella scuola digitale rispetto ai compagni “neurotipici”?

Per far sì che l’insegnamento non faccia della diversità una disparità, è necessario mantenere l’attenzione sulla relazione e sull’integrazione e non sul quantitativo di ciò che si assegna o si richiede ai ragazzi. Solo in questo modo la scuola continuerà ad essere fonte di desiderio e non di esclusione o frustrazione. La motivazione è sempre il legame con l’altro, NON il digitale.

Per avere delle idee da applicare all’interno del contesto scuola con ragazzi con sviluppo atipico, vi suggerisco di seguire il video.

Buona visione!

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Pregrafismo ed autismo. Perchè è importante lavorarci su.

La scrittura ed il disegno possono rappresentare un grande problema per gli autistici.

Disegnare, così come scrivere è un modo di comunicare ecco perchè talvolta può essere difficoltoso per gli autistici, sia ad alto che a basso funzionamento. Oltre a queste difficoltà strettamente legate all’area relazionale, vi possono essere problematiche riguardanti la disprassia.

La visione e la motricità, infatti, non si configurano come funzioni isolate, ma rimandano alla percezione tonica del corpo nella sua totalità. E’ questa che consente ad un gesto che ha lasciato una traccia, di assumere lo statuto di produzione grafica. La Disprassia è un disturbo della coordinazione e della pianificazione motoria dei principali distretti corporei, pertanto è importante l’intervento precoce, poter lavorare sul pregrafismo, in un ambiente tollerante ed…insistere rispettando i limiti del bambino.

Le attività grafiche, infatti, necessitano di abilità pregresse che si vanno ad unire a sempre nuovi apprendimenti. L’esercizio grafico migliora la motricità fine attraverso la stimolazione del coordinamento occhio-mano, con conseguente miglioramento delle capacità visuo-percettive.

Ecco perchè è interessante ed importante lavorare sulle capacità visuo-percettive anche se non ci troviamo più nel periodo prescolare in cui, tipicamente, si lavora sul pregrafismo.

Questi esercizi hanno delle caratteristiche comuni, ovvero:

– i segni grafici che si richiedono non sono mai fine a se stessi ma sono parte essenziale di un disegno e di immagini vicine al suo mondo. Ciò gli permette di utilizzare tante altre informazioni presenti nella sua memoria, oltre a rendere divertente ciò che fa.

– per molti esercizi gli si richiedono dei segni molto ampi e semplici.

– vi è una progressione che lo accompagna, dolcemente e senza brusche, difficili richieste, dai segni che quasi spontaneamente egli faceva sul foglio scarabocchiando, a segni più difficili e complessi.

– la sequenza che lo accompagna al disegno libero è preceduta da esercizi di ricalco, esecuzione con traccia, esecuzione con punti che danno i margini o l’iniziale esecuzione del disegno stesso.

In questa sezione ho caricato alcune schede che utilizzo con bambini e ragazzi, solitamente si parte intorno ai 4 anni, ma non c’è un limite vero e proprio per questi materiali e possono essere utilizzati anche per riempire dei momenti di vuoto nella giornata.

Buon lavoro!

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DIDATTICA A DITANZA: parola alle famiglie!

Momento di incontro virtuale tra le famiglie che vivono la neurodiversità e l’Associazione che presiedo, OISMA.

GIOVEDì 21 ORE 17.00  sulla PAGINA FACEBOOK OISMA e CANALE YOUTUBE OISMA un momento di riflessione sulla didattica a distanza e la neurodiversità tra difficoltà e risorse.

DIRETTA FACEBOOK OISMA EDUFOR SULLA DIDATTICA A DISTANZA, L’APPRENDIMENTO ED IL DIGITALE

La riflessione sarà condotta dalla Presidente dell’OISMA, Dott.ssa Rosaria Ferrara, ed alcune famiglie dell’OISMA.

L’arrivo del Covid ci ha sicuramente tutti spiazzati ed anche la scuola si è dovuta trasformare e dare una veste tecnologica nel giro di pochi giorni. La didattica a distanza ha richiesto uno sforzo a tutti, docenti e discenti, ma in questo appuntamento il focus specifico sarà la neuordiversità.

Quanto è stata dura la Dad per i bambini e ragazzi autistici oltre che per le loro famiglie? Quali sono stati i punti di forza e le difficoltà maggiori?

Se ne parlerà con i diretti interessati in due appuntamenti: giovedì 21, infatti, ne parleranno le famiglie mentre giovedì 28 l’OISMA e l’Edufor daranno voce ad insegnanti e Dirigenti.

Vi aspettiamo!

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Diretta facebook: restituzione del corso DaD e neurodiversità.

L’iniziativa di solidarietà digitale rivolta a docenti che ci ha visti protagonisti insieme ad EDUFOR ed IDO, ha riscosso un’ampia partecipazione. durante la formazione, poi, è stata lanciata una “sfida” per la costruzione di uno storytelling inclusivo.

il focus del mio intervento, in quanto Presidente OISMA, è stato proprio sulla neurodiversità e l’apprendimento digitale e sui modi di declinarla nei casi di autismo.

Uno strumento che è stato sinteticamente presentato ai nostri uditori, è quello dello storytelling che può permettere al bambino/ragazzo con neurodiversità di continuare il proprio progetto di inclusione anche se a distanza.

Ma come costituire un digital storytelling inclusivo?

Il digital storytelling combina elementi digitali multimediali con la tradizionale arte del narrare.

Rispetto a un normale documento digitale, il digital storytelling si caratterizza per alcuni fattori:

•  la forma narrativa con cui sono strutturati gli elementi digitali;

•  la forte valenza emotiva che mira al coinvolgimento;

•  la facilità con cui i racconti digitali si diffondono in modo virale in rete tramite la condivisione sui social media.

FATE DIVENTARE IL VOSTRO DIGITAL STORYTELLING INCLUSIVO!

ASSEGNATE UNA PARTE DI QUESTO LAVORO DI GRUPPO AL VOSTRO ALUNNO ATIPICO. L’attività che gli affiderete può essere più o meno complessa a seconda del funzionamento del vostro ragazzo. le parole chiave sono inclusione e gruppo

Didattica a distanza e neurodiversità, incontro di restituzione

La diretta Facebook di mercoledì 13 alle ore 17 dalle pagine OISMA ed IDO, è un momento di restituzione per tutti quegli operatori che hanno provato a costruire con i loro allievi un digital storytelling inclusivo.

Come sarà andata? Sono state veramente tante le insegnanti che ci hanno mandato i loro lavori.

Lo scopriremo mercoledì!

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Bebè a rischio autismo. Come individuare i primissimi campanelli d’allarme.

L’autismo è un condizione estremamente complessa e non di facile diagnosi. Tuttavia già in epoca precoce, anzi precocissima, possono essere individuati dei comportamenti che ci possono mettere in guardia.

Pertanto quando parliamo di diagnosi precoce, intendiamo l’individuazione precoce di segni e sintomi particolari che potrebbero svilupparsi in una traiettoria autistica, non facciamo di certo una diagnosi ad un piccolo di pochi mesi. Tuttavia il nostro intervento può essere decisivo per dare una direzione a quella traiettoria “sospetta” che ci ha messo in allarme.

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Cosa bisogna notare nei neonati, nei bebè, per cogliere i campanelli di allarme dell’autismo?

È molto importante, quando vi sono dei dubbi, iniziare da un’anamnesi curata e dettagliata: la genetica ha un peso specifico nella neurodiversità! Bisogna ricordare che avere un fratello/sorella autistico comporta dal 25% al 33% di possibilità per il nuovo nato di rientrare nell’autismo.

Inoltre la ricerca scientifica evidenzia anche quanto le esperienze di dolore (pre o post natale) possano incidere in quello che potremmo definire “il cocktail dell’autismo”, in cui è necessario che vi siano più ingredienti.

Cosa notare nei neonati a rischio autismo?

Oltre a svolgere una buona anamnesi, è importante osservare la corporeità del piccolo (troppo rigido, o al contrario ipotonico?), che utilizzo fa dello sguardo e del contatto visivo.

Mi è capitato di imbattermi in piccolissimi che in maniera attiva evitavano di incontrare lo sguardo dell’altro familiare, provocandone frustrazione e sconforto.

È importante anche notare se il piccolo si offre in una serie di giochi come il cucù oppure il farsi mordicchiare delle parti del corpo, queste ultime sono interazioni giocose tipiche dei primi mesi di vita. Pertanto quando ci arrivano dei bambini piccoli, di pochi mesi è estremamente importante notare che interazioni di gioco riescono a stabilire con gli adulti di riferimento.

Uno sguardo importante va dedicato alle gestualità del piccolo: che gesti usa? Usa gesti adeguati alle situazioni? Riesce ad imitare chi gli sta intorno?

I comportamenti da verificare, qualora vi dovessero essere dei dubbi oppure vi siano fratelli/sorelle autistici, sono svariati e vale la pena rivolgersi ad un professionista. Quelli accennati sono solo una parte!  è sempre bene tenere presente che sono differenti gli aspetti che devono risultare compromessi per attivare in noi i campanelli di allarme in quanto i bambini hanno traiettorie di sviluppo completamente differenti tra loro: c’è chi sarà precoce, chi sarà più lento, chi sarà “nella norma”.

Personalmente la mia formazione nell’ambito dell’individuazione del rischio precoce è variegata, sono due le professioniste con cui mi sono formata e continuo a seguire: la prof.ssa Costanza Colombi (Early Start Denver Model, Università del Michigan ) e la Dott.ssa Marie Christine Laznik, (ideatrice Griglia Preaut, ottimo strumento per l’individuazione precoce di campanelli d’allarme) che da decenni si occupa di tale questione a Parigi.

Per avere maggiori informazioni sulla valutazione ed il trattamento dei bebè, mi si può contattare al 320-3161748 oppure scrivendo a info@oisma.it o visitando la sezione bebè OISMA cliccando qui.

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RADIO E AUTISMO.

OGNI GIOVEDì MATTINA ALLE 10.30 SAREMO IN RADIO PER PARLARVI DELL’AUTISMO E RISPONDERE ALLE VOSTRE DOMANDE.

Una nuova rubrica sull’autismo curata dall’OISMA.

Ogni giovedì mattina la Dott.ssa Rosaria Ferrara, psicologa e presidente OISMA e Annalisa Giancarlo, mamma  OISMA e fata de “ i Bambini delle Fate”, parleranno del mondo dell’autismo.  La realtà dell’OISMA è presente a Roma ed a Battipaglia (SA);  l’Associazione oltre ad occuparsi della valutazione e del trattamento dell’autismo, ha inaugurato una serie di atelier che favoriscono la socializzazione e l’emersione di talenti nei bambini, adolescenti e giovani con neuro-diversità.

C’è ancora bisogno di parlare di autismo nonostante negli ultimi anni sia un tema che gode sempre di maggiore attenzione. Tuttavia questa condizione è talmente vasta, eterogenea e coinvolge così tanti attori (famiglie, terapisti, insegnanti..) che parlarne oltre che  in maniera umana ma anche scientifica è sempre (si spera) utile.

I temi trattati saranno i più disparati, la Dottoressa Rosaria Ferrara si focalizzerà su quelli “clinici” cercando di rispondere a quelle che sono le domande più comuni sulla questione, come ad esempio quali siano i campanelli di allarme che possono destare preoccupazioni nei genitori, oppure quali siano le terapie da effettuare, come parlare della diagnosi in famiglia ed a scuola.  La “fata” Annalisa, invece, porterà la sua esperienza come madre ma anche come membro OISMA, referente Atelier, e “fata” dell’Associazione “i Bambini delle Fate” aiutando l’ascoltatore ad entrare nel mondo dell’autismo visto dal punto delle famiglie e del terzo settore.

Ogni giovedì sarà possibile poter porgere domande all’Associazione OISMA su gli argomenti trattati in puntata.

La rubrica sarà condotta dalla giovane ed emergente giornalista Benedetta Gambale, che ha fortemente creduto e sostenuto, sin dal primo momento, la realizzazione di questa utile e necessaria rubrica, soprattutto in questo periodo in cui le famiglie hanno tanto bisogno di consigli pratici e parole di sostegno.

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APPRENDIMENTO, NEURODIVERSITà E DIGITALE

COME CAMBIANO VALUTAZIONE ED APPRENDIMENTO A DISTANZA?

GIOVEDÌ 16 APRILE EDUFORSCUOLA-OISMA-IDO AIUTANO DOCENTI CON LEZIONE ONLINE

APPUNTAMENTO FORMATIVO PER APPROFONDIRE LE STRATEGIA DI APPRENDIMENTO DA SVILUPPARE TRAMITE PIATTAFORME DIGITALI

Il momento storico che stiamo vivendo ci ha improvvisamente messi a confronto con la necessità di favorire l’apprendimento tramite il digitale, abbandonando il vis a vis.

Giovedì 16 aprile la solidarietà diventa digitale grazie al corso per docenti promosso online dalla piattaforma Eduforscuola (ente di formazione accreditato al Miur), in collaborazione con l’Osservatorio Italiano Studio Monitoraggio Autismo (Oisma APS ) e l’Istituto di Ortofonologia (IdO). Il supporto agli insegnanti verrà fornito sul tema ‘Apprendimento, neurodiversità e digitale’ e a parlarne saranno gli esperti Leonardo Iovino, avvocato e componente del comitato scientifico Eduforscuola; Magda Di Renzo, responsabile del Servizio Terapie dell’IdO, Rosaria Ferrara, psicologa e presidente Oisma, Prof. Gianni Carbone, “Sapienza” di Roma.

Il corso vuole “offrire ai docenti delle indicazione sulle problematiche che la comunità educante è chiamata ad affrontare in questo momento di emergenza- sottolinea Iovino- rispetto alle modalità di apprendimento a distanza”. L’irrompere del coronavirus ci ha messo improvvisamente a confronto con l’apprendimento per via digitale, senza essere preparati.

Si rifletterà, quindi, su cosa significa per un ragazzo autistico essere tagliato fuori dall’unico contesto che rappresenta un “luogo” di condivisione. Partendo da questo presupposto provare a pensare agli obiettivi che deve porsi una didattica che deve sempre favorire un clima di accettazione per attivare l’attenzione. Nello specifico cosa poter fare per i ragazzi con neurodiversità? Cosa poter proporre sia negli aspetti più didattici che quelli riguardanti l’inclusione scolastica?

COME ISCRIVERSI A QUESTO POMERIGGIO DI FORMAZIONE?


   Per partecipare al corso online basterà iscriversi, sin da subito, andando nella sezione formazione del sito www.eduforscuola.com. Nell’area ‘Azione di solidarietà digitale’ i docenti troveranno la piattaforma e-learning con la lista dei corsi gratuiti. Cliccando sul protocollo 1 potranno compilare il format e registrarsi a quello del 16 aprile.

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AUTISMO E CORONAVIRUS. UNA STORIA SOCIALE.

In questo momento storico di transizione, le vecchie routine sono state spazzate via per lasciare spazio al nuovo. Un valido strumento per spiegare i cambiamenti ai bambini e ragazzi autistici è quello della storia sociale. in questa mia pillola troverete l’esempio di una storia sociale sul coronavirus e quindi sulla necessità di stare a casa. tuttavia le storie sociali sono molto utili nell’autismo per svariati motivi e chiunque può scrivere una storia sociale per il proprio figlio, alunno o paziente.

nella pillola qui di seguito troverete illustrato Innanzitutto cosa l’OISMA, l’associazione che presiedo (www.oisma.it) sta facendo per le famiglie con autistici al loro interno e poi la storia sociale.

Per visionare il video clicca qui

Data la situazione emergenziale di questo periodo, l’OISMA prende una veste smart e si rende vicina a tutte le famiglie che ne hanno bisogno. L’OISMA, infatti, tramite Skype ed altri mezzi tecnologici riesce a continuare a supportare le famiglie in una maniera sicuramente non più tradizionale, ma ugualmente efficace. Per info basta scrivere una mail a info@oisma.it o chiamare il 3203161748-3209328673 .
Sono tante le situazioni che ci arrivano di famiglie con un bambino, ragazzo o adulto autistico all’interno che non si ritrovano senza gli operatori e senza quegli strumenti e punti di riferimento ordinari.
L’autismo è estremamente variegato, c’è chi di questa nuova routine, lontananza dai rapporti sociali e maggior uso della tecnologia, sta traendo un nuovo equilibrio. Ci sono altri, invece, che hanno maggiore difficoltà ad adattarsi a delle giornate così radicalmente diverse. È così possibile che alcuni siano più agitati, che ci siano degli scoppi di rabbia o di aggressività proprio perché vengono meno quelle routine necessarie per il proprio benessere. Tutte le persone vicine ad un autistico, quindi, possono fare
qualcosa per aiutarlo (laddove necessario) a gestire questa diversità ecco perché in questa pillola OISMA propongo una storia sociale da poter utilizzare, manipolare, implementare a seconda delle necessità.
Le storie sociali possono essere molto utili nell’autismo, vanno scritte utilizzando una serie di criteri spiegati nel video.

Buona visione!

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