Asperger! La diagnosi di Tommy

aspergerAsperger: riprendiamo il caso di Tommy, bambino bizzarro che frequenta la V elementare. Nel precedente articolo sono state introdotte le particolarità di questo bambino. Tutti le attribuivano ad una stranezza o maleducazione del piccolo, nessuno aveva avanzato l’utilità di una diagnosi.

Ricapitoliamo brevemente le caratteristiche emerse: Tommy da subito ha dimostrato di essere un bambino “diverso”. Sin dai primi giorni dopo la nascita il pianto del bambino è descritto come straziante, ininterrotto. Il piccolo ha da sempre allontanato chiunque gli andasse vicino. Anche oggi (all’inizio della cura) non sopporta il contatto fisico, non richiede né concede carezze, baci, o altre forme di “coccole”. Nel parlare di lui i genitori lo descrivono come “ossessivo” e non è in grado di fermare il flusso del parlato finché non arriva alla conclusione. E’ pignolo, abitudinario, non in grado di socializzare ed integrarsi nel gruppo di pari.

Anche il rapporto con l’alimentazione è caratteristico, sono pochi i cibi di cui tollera la presenza e l’odore. La maggior parte del tempo la impiega al pc o con i “dispositivi” , cioè la Nintendo ed altre apparecchiature elettroniche dalle quali è molto difficile separarlo. Il rapporto con gli altri è sempre strumentale e finalizzato all’ottenimento di qualcosa di suo interesse, sia con gli adulti che con i coetanei. Spesso i genitori sono percepiti come cattivi e con dei tratti persecutori. Il tema principale delle discussioni di Tommy è la tecnologia, i video su youtube, il computer.

Il processo diagnostico è qualcosa di estremamente delicato e complesso, quanto riportato di seguito sono solo delle piccole riflessioni di una diagnosi che è stata approfondita ed ha impiegato del tempo. Non è possibile riassumere un processo diagnostico in un articolo divulgativo, mi auguro semplicemente di far passare qualche spunto di riflessione valido, (spero), soprattutto per chi vive questi bambini quotidianamente.

Ma quali sono state alcune delle ipotesi che mi hanno spinta verso una diagnosi di Asperger?

  • In primis l’assenza di delirio ed allucinazione, pur con la presenza di un pensiero a volte di stampo persecutorio. Nel caso di Tommy è assente l’altro persecutore vis-à-vis dal quale proteggersi o del quale vendicarsi, un delirio, infatti, ha bisogno di più coordinate per essere tale: un’iniziativa che viene dall’esterno, l’ individuazione di un persecutore, una certa logica evolutiva.
  • La presenza del concetto di sameness, descritto da Kanner, secondo il quale un soggetto nello spettro vive in un mondo in cui l’immutabilità è fondamentale ed i cambiamenti non sono tollerati. Su di un soggetto psicotico le spiegazioni non sortiscono un grande effetto, mentre sui soggetti dello spettro lo possono sortire.
  • La pervasività, nel tempo e nello spazio, della passione per la tecnologia.
  • L’assenza di dimestichezza con le relazioni e la socialità. Quando ci si trova a risolvere un problema relazionale, si fanno prima alcune considerazioni fra se e se. Prima di parlare si pensa ad elaborare frasi adeguate, scegliere opportunamente le parole per evitare di offendere o ferire qualcuno. Questo generalmente non avviene per gli Asperger e per Tommy non avveniva.

Queste ipotesi cliniche sono state vagliate con l’utilizzo di una batteria testologica composta da:

Le matrici di Raven sono un test per la misura del quoziente intellettivo in soggetti non verbali.

L’ADI-R è un’intervista strutturata che si svolge unicamente con i genitori, una sorta di anamnesi dei sintomi riscontrati.

L’ADOS-2 è un’interazione standardizzata con il soggetto, in cui l’esaminatore propone dei giochi, attività o temi di discussione al bambino. L’ADOS-2 dà la possibilità all’esaminatore di osservare la presenza o l’assenza di innumerevoli caratteristiche:

  • stereotipie,
  • manierismi,
  • aperture sociali,
  • verbalizzazioni,
  • interessi sensoriali,
  • … solo per dirne alcune!

Un breve consiglio: accertatevi che chi fa diagnosi abbia frequentato i corsi appositi per l’utilizzo dell’ADI e dell’ADOS che sono due strumenti preziosi, ma anche molto complessi da utilizzare.

Alla fine di questo iter, anche i punteggi ottenuti ai test mostrano un’appartenenza di Tommy allo spettro autistico in accordo con quanto avevo colto dai colloqui con lui ed i genitori. Insomma Tommy ha (finalmente?) ricevuto una diagnosi: Asperger!

Cosa cambia? Sicuramente tutta una serie di comportamenti ed ansie non sono più “enigmatiche”. Ora possono essere lette come segni e sintomi di una sindrome specifica.

Insieme con la famiglia, poi, abbiamo impostato un lavoro terapeutico che aiutasse Tommy ed i genitori. Scriverò prossimamente un articolo dedicato sul trattamento.

Informazioni su Rosaria Ferrara

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