L’autismo alla Camera

Autismo: dalla statistica alla riabilitazione

OISMA

Convegno autismo, arteterapia

A forzar troppo la realtà, si rischia di farla delirare[1]. È forse quanto sta accadendo nel dibattito odierno sull’autismo?

Approcciare l’autismo significa avvicinarsi ad una realtà che coinvolge la comunità scientifica internazionale, l’opinione pubblica ed i Servizi Sanitari, in un’epoca (quella odierna) in cui si pretende che i propri desideri siano riconosciuti come dei diritti. Allora tutto si complica ancora di più, perché non sempre gli scopi della comunità scientifica, dell’opinione pubblica e del Servizio Sanitario combaciano tra di loro, tantomeno combaciano con i diritti del soggetto e delle famiglie che viene completamente spazzato via, dimenticato in questi discorsi. Già vi è difficoltà a ridare posto al soggetto al di là dei limiti eventualmente determinati dal suo organismo, figuriamoci cosa ne è del soggetto ridotto ad una lista categoriale di sintomi.

Ma dall’autismo Kanneriano, quello degli anni ’40, all’autismo versione DSM-5[2], ci sono stati tanti cambiamenti. In particolar modo l’ultima versione del Manuale diagnostico, sembrerebbe imporre dei criteri diagnostici che potrebbero provocare una serie di “perdite” di diagnosi di autismo. La verifica di questa condizione di perdita di diagnosi, mi ha condotta a farne la questione centrale all’interno del mio lavoro di dottorato che svolgo per l’Università di Losanna. Possibile che l’autismo si modifichi fenotipicamente con il passare del tempo? Che venga definito e ridefinito quasi come una moda?E se sì, come si modifica?

Così come la diagnosi, anche il modo di trattare l’autismo, si è fortemente barricato dietro ricerche metodologicamente “forti” ma talvolta ideologicamente discutibili. La ricerca, quindi, non sempre corrisponde a quelle che sono le necessità del soggetto autistico che si trova ad essere incanalato in trattamenti che lo riconducano ad una “normalità a tutti i costi”. Paradossalmente, poi, la ricerca in Italia appare ancora molto scarna su alcune questioni fondamentali per i soggetti autistici e le loro famiglie.

Dei temi che sarebbe interessante approfondire potrebbero essere: l’evoluzione dell’autismo nella giovinezza e nell’età adulta, l’intervento precoce, l’espressione dell’autismo nel genere femminile. Insomma viviamo un tempo in cui bisogna addirittura “riabilitare la riabilitazione” , perlomeno quel tipo di riabilitazione che possa permettere di puntare sulle passioni, sul desiderio del soggetto. Trattare l’autismo, a mio avviso, dovrebbe consistere nel pianificare progetti di vita, tener conto delle attitudini, delle abilità del soggetto e proiettarle nel futuro! Ecco perché in occasione dell’incontro del 15 gennaio avverrà anche la presentazione dell’ OISMA (Osservatorio Italiano Studio e Monitoraggio Autismo), organizzazione che nasce con l’intento di rilanciare nel discorso politico e sociale una tipologia  di ricerca vicina ai bisogni dei soggetti autistici e delle loro famiglie.

Ecco brevemente di cosa parlerò il 15 gennaio alla Camera: “darò i numeri” (statisticamente parlando) ma con la speranza che la ricerca, che i numeri servano sempre di più a chi l’autismo lo vive ogni giorno sulla propria o altrui pelle.

 

[1] Ansermet F., 2015,  La fabrication des enfants. Un vertige technologique. Odile Jacob, Paris.

[1] Idem, p. 17

[2] Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali.

 

Informazioni su Rosaria Ferrara

rosaria.ferrara987@gmail.com +39 320 3161 748 http://www.rosariaferrarapsicologa.it/ http://www.diagnosi-autismo.it/ https://www.facebook.com/Autismi-Diagnosi-Valutazione-e-Trattamento-Dottoressa-Rosaria-Ferrara-452004891677049/
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3 risposte a L’autismo alla Camera

  1. Nesci Graziella scrive:

    Gentilissima On. Ferrara apprezzo il suo interesse per la sindrome autistica,inoltre trovo molto interessante il suo articolo , e riguardo al termine moda nell’autismo io lo definirei Business visto che ormai si lucra molto , per non parlare poi dell’aspetto riabilitativo, si assiste ogni giorno a varie tecniche e metodi in uso , prima in assoluto ABA un mutuo bancario per quei poveri genitori, dove per esperienza personale le posso assicurare che non è l’unica soluzione.
    Spero che lei possa aiutare ad abbattere sia le vecchie teorie che le nuove falsità che mirano solamente ad un interesse solamente proficuo , un bambino autistico e5un bambino speciale che va capito ed aiutato nel suo modo di essere unico.
    La ringrazio e la saluto con grande stima.

    • Rosaria Ferrara scrive:

      Gentile Graziella,
      innanzitutto grazie per aver pubblicamente commentato il link e per l’accorta lettura che ha dedicato all’articolo. La giornata del 15 gennaio va proprio nella direzione che lei traccia: assoluto rispetto della singolarità del soggetto e prezzi sostenibili per le famiglie. Spero che sarà tra gli auditori dell’evento. Per ulteriori informazioni, non esiti a contattarmi.
      RF

  2. Mariapia scrive:

    Gen.ma dott.ssa Ferrara. Interessante iniziativa, complimenti. Per chi non possa presenziare all’evento potyrebbe poi chieder gli atti del convegno?
    Grazie

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