Bebè a rischio autismo. Come individuare i primissimi campanelli d’allarme.

L’autismo è un condizione estremamente complessa e non di facile diagnosi. Tuttavia già in epoca precoce, anzi precocissima, possono essere individuati dei comportamenti che ci possono mettere in guardia.

Pertanto quando parliamo di diagnosi precoce, intendiamo l’individuazione precoce di segni e sintomi particolari che potrebbero svilupparsi in una traiettoria autistica, non facciamo di certo una diagnosi ad un piccolo di pochi mesi. Tuttavia il nostro intervento può essere decisivo per dare una direzione a quella traiettoria “sospetta” che ci ha messo in allarme.

Campanelli diagnosi precoce autismo, autismo e bebè, autismo e neonati, diagnosi precoce autismo.

Cosa bisogna notare nei neonati, nei bebè, per cogliere i campanelli di allarme dell’autismo?

È molto importante, quando vi sono dei dubbi, iniziare da un’anamnesi curata e dettagliata: la genetica ha un peso specifico nella neurodiversità! Bisogna ricordare che avere un fratello/sorella autistico comporta dal 25% al 33% di possibilità per il nuovo nato di rientrare nell’autismo.

Inoltre la ricerca scientifica evidenzia anche quanto le esperienze di dolore (pre o post natale) possano incidere in quello che potremmo definire “il cocktail dell’autismo”, in cui è necessario che vi siano più ingredienti.

Cosa notare nei neonati a rischio autismo?

Oltre a svolgere una buona anamnesi, è importante osservare la corporeità del piccolo (troppo rigido, o al contrario ipotonico?), che utilizzo fa dello sguardo e del contatto visivo.

Mi è capitato di imbattermi in piccolissimi che in maniera attiva evitavano di incontrare lo sguardo dell’altro familiare, provocandone frustrazione e sconforto.

È importante anche notare se il piccolo si offre in una serie di giochi come il cucù oppure il farsi mordicchiare delle parti del corpo, queste ultime sono interazioni giocose tipiche dei primi mesi di vita. Pertanto quando ci arrivano dei bambini piccoli, di pochi mesi è estremamente importante notare che interazioni di gioco riescono a stabilire con gli adulti di riferimento.

Uno sguardo importante va dedicato alle gestualità del piccolo: che gesti usa? Usa gesti adeguati alle situazioni? Riesce ad imitare chi gli sta intorno?

I comportamenti da verificare, qualora vi dovessero essere dei dubbi oppure vi siano fratelli/sorelle autistici, sono svariati e vale la pena rivolgersi ad un professionista. Quelli accennati sono solo una parte!  è sempre bene tenere presente che sono differenti gli aspetti che devono risultare compromessi per attivare in noi i campanelli di allarme in quanto i bambini hanno traiettorie di sviluppo completamente differenti tra loro: c’è chi sarà precoce, chi sarà più lento, chi sarà “nella norma”.

Personalmente la mia formazione nell’ambito dell’individuazione del rischio precoce è variegata, sono due le professioniste con cui mi sono formata e continuo a seguire: la prof.ssa Costanza Colombi (Early Start Denver Model, Università del Michigan ) e la Dott.ssa Marie Christine Laznik, (ideatrice Griglia Preaut, ottimo strumento per l’individuazione precoce di campanelli d’allarme) che da decenni si occupa di tale questione a Parigi.

Per avere maggiori informazioni sulla valutazione ed il trattamento dei bebè, mi si può contattare al 320-3161748 oppure scrivendo a info@oisma.it o visitando la sezione bebè OISMA cliccando qui.

Informazioni su Rosaria Ferrara

rosaria.ferrara987@gmail.com +39 320 3161 748 http://www.rosariaferrarapsicologa.it/ http://www.diagnosi-autismo.it/ https://www.facebook.com/Autismi-Diagnosi-Valutazione-e-Trattamento-Dottoressa-Rosaria-Ferrara-452004891677049/
Questa voce è stata pubblicata in Autismo, Diagnosi, Infanzia, Trattamento e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *